Perché si dice “solo come un cane” e altri 5 modi di dire spiegati

solo come un cane
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Il cane è il migliore amico dell’uomo, e per questo è protagonista di molti modi di dire, proverbi e aforismi. Perché si dice “solo come un cane” è solo, forse, il più famoso, ma in realtà ce ne sono tanti altri. Noi abbiamo selezionato e spiegato questi. Tu quanti ne conosci?

Numero 1: perché si dice “fortunato come i cani in chiesa”?

Un modo di dire ironico che significa essere presi di mira dalla sfortuna. Nell’antichità (oggi ci sono deroghe praticamente in ogni ambiente oltre che in chiesa) i cani non potevano entrarvi, tanto che esisteva la figura dello “scaccino”, atto a mandar via cani e vagabondi dall’edificio “sacro”.

Numero 2: perché si dice “fa un freddo cane?” o “Fa un freddo per due cani”?

Come potete immaginare, nell’antichità (e anche ora) i cani venivano utilizzati per la guardia, e legati fuori con pioggia, sole, gelo, in qualsisi condizione climatica. Subivano quindi qualsisi interperia.

Dagli eschimesi invece nasce il modo di dire “fa un freddo per due cani”, in quanto quando facevano particolarmente freddo erano obbligati a far entrare i cani da slitta per non farli morire di freddo. Ecco un altro motivo perché si dice “solo come un cane”, appunto. Ma non è l’unico come vedremo al punto 4.

Numero 3: Perché si dice “menare il can per l’aia”?

Deriva da due modi di dire “arcaici”, menare, inteso come condurre (quindi non significa picchiare come pensavamo tutti), e aia intendendo il cortile. Il significato è compiere azioni inutili, o continuare a parlare senza giungere al “nocciolo” della conversazione. Nell’antichità il grano veniva posto nel cortile, l’aia insomma, e lo si faceva calpestare da animali “pesanti” come le vacche. Quindi condurci il cane era una perdita di tempo.

Numero 4: Perché si dice solo come un cane?

La frase deriva dall’osservazione che un cane isolato soffre esattamente come l’uomo, entrambi siamo animali sociali e soffriamo in condizioni di solitudine. Succedeva ad esempio ancora una volta ai cani da guardia, legati fuori, da soli. Cosa che li fa anche incattivire.

Numero 5: tutti i modi di dire

Concludiamo con una serie di modi di dire che si spiegano da soli. Ricordami di lasciarmi un cuore, di seguirmi e commentare con le prossime curiosità di cui vorresti che realizzassi un video.

  • Non svegliare il cane che dorme
  • Un cane che si morde la coda
  • Tempo da cani
  • Essere come cane e gatto
  • Sembrare un cane bastonato
  • Can che abbaia non morde
  • Figlio di un cane

E infine: “trattare da cani”

Il cane, insomma, non è molto fortunato nei modi di dire, che per fortuna derivano da pratiche antiche oggi in disuso.

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