La Casa di Carta 3: recensione e critiche

La Casa di Carta 3: recensione e critiche

Alla fine della seconda stagione, la banda di criminali “buoni”de “La Casa di Carta” era sbarcata su di un’isola, intenta ad iniziare una nuova vita con i proventi della rapina ai danni della Zecca spagnola.
E’ così che comuncia La Casa di Carta 3: Dopo aver passato quasi due anni in giro per il mondo, il gruppo deve ricongiungersi per portare a segno un nuovo colpo e negoziare la liberazione di un membro.

La Casa di Carta 3: Trama [Attenzione spoiler]

Rio e Tokyo vivono insieme su un’isola deserta. I due si amano, ma Tokyo, anima irrequieta, si sente in gabbia e ha voglia di viaggiare ed evadere dalla tranquilla routine. I due decidono di separarsi in maniera amichevole e di tenersi in contatto attraverso due telefoni satellitari. Saranno proprio questi, comprati da un tipo poco affidabile a Casablanca che collaborerà con la polizia a scatenare l’inizio dei guai.
La coppia verrà localizzata e non solo Rio verrà catturato, ma tutta la banda sarà costretta a riunirsi e a mettere in atto un nuovo piano del professore per riabbracciare Rio.

La Casa de Papel 3: destinazione Banca Centrale

Il nuovo piano prevede di fare irruzione nel caveau della Banca Centrale per rubare la riserva aurea composta da novanta tonnellate di oro, nascosta nel caveau e negoziare con le forze dell’ordine la liberazione di Rio. Questo colpo ha anche la funzione di commemorare e vendicare il defunto Berlino che anni prima aveva collaborato alla progettazione dello stesso. Il tutto sarà diretto sempre dal professore con l’aiuto di Lisbona, ovvero l’ex commissario Rachel Murillo, che nelle stagioni precedenti gli dava la caccia, e che finì con l’innamorarsi proprio di chi si stava facendo beffe di lei. A trattare con i criminali ci sarà l’ispettrice dei servizi segreti Sierra, una donna incinta dall’aspetto innocente da futura madre, ma che nasconde un carattere bello tosto e si rivelerà un’astuta negoziatrice.

Le cose questa volta non andranno secondo i piani prestabiliti e l’ultima puntata si concluderà con un cliffhanger, che oltre a lasciarci bruscamente in sospeso, ci lascia intendere che la quarta stagione ci sarà. E secondo alcune indiscrezioni rilasciate da Lisbona sono già arrivati a girare le scene del sesto episodio della quarta stagione.

La Casa di Carta 3: i nuovi membri

Nella terza stagione de La casa di carta ritroviamo oltre ai sopravvissuti della vecchia stagione, le new entry PalermoBogotà e MarsigliaPalermo è l’unica nuova entrata di spessore. E’ un personaggio cinico, misogino e sessista, che diventerà il capo della banda e per certi tratti assomiglia a Berlino di cui era amico e che ritroveremo attraverso dei flashback di quando era in Italia.

Terza Stagione: opinioni personali e critiche

La Casa di Carta è una serie d’azione, leggera e che sa mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Il filone narrativo segue quattro linee temporali: quella puntata al presente sul colpo; quella che ci mostra il gruppo qualche mese prima di entrare in azione intento a studiare a fondo il progetto; quella che mostra la vita dei componenti durante la latitanza, in particolare il legame Rio-Tokyo. Ed infine il flash-back in Italia, dove cinque anni prima il professoreBerlino e Palermo in un vecchio monastero elaboravano il colpo per rubare l’oro della banca centrale. La narrazione, nonostante la sua complessità, è scorrevole, tutti i pezzi del puzzle si incastrano correttamente e non si perde mai il filo.

La Casa di Carta: una serie sopravvalutata

La Casa di Carta, a detta di molti, è stata sopravvalutata e le critiche seppur sensate, non fanno crollare l’interesse per la serie, che si conferma come la serie più vista in lingua non inglese. Addirittura secondo Netflix, il numero di fan che hanno finito di guardare la terza stagione entro sette giorni ha superato il record precedente che apparteneva a Stanger Things 3.

I fan hanno criticato i buchi nella trama e il fatto che alcuni eventi risultano troppo banali e assurdi. Non si capisce come dei criminali ricercati dai servizi segreti e dalla polizia di mezzo mondo che non potevano mettere piede in Europa, riescano ad entrare in Spagna. Stessa cosa per l’irruzione nella Banca Centrale, effettuata con un mezzo e con le divise dell’esercito. Qualche critica è stata riservata anche ai nuovi personaggi Bogotà e Palermo, che spuntano dal nulla e quel poco che sappiamo ci giunge attraverso i flashback.

La Casa di Carta, ha un suo stile personale e la difficoltà sempre crescente della banda per uscire dai problemi, in un incalzare di tensione, non fa altro che tenere incollato lo spettatore allo schermo. Poi in questa stagione c’è l’ispettrice Sierra a dare un po’ di pepe alla situazione, a guastare i piani del professore e ad accrescere la suspense.

Io aspetto la quarta stagione con ansia e voi?

Federico Zamboni
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Sfigatto

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