Il Joker di Joaquin Phoenix – trama e recensione

Il Joker di Joaquin Phoenix – trama e recensione

È finalmente nelle sale cinematografiche italiane Joker di Todd Phillips: una storia originale che narra i retroscena ed il passato del cattivo di Gotham City, acerrimo nemico di Batman.
Ambientata nei primi anni ’80, tocca temi delicati ed importanti come il disagio mentale, l’emarginazione sociale e il condizionamento delle masse.

Arthur Fleck è il Joker: la trama

Arthur Fleck è un uomo che vive in un palazzo fatiscente dei bassifondi di Gotham City e si occupa dell’anziana madre Penny. Il suo sogno è quello di diventare un cabarettista di successo ed il suo beniamino e modello di ispirazione è Murray Franklin (Robert De Niro). Per mantenersi, però, lavora come clown. Di giorno fa pubblicità ai negozi vestito da pagliaccio e si occupa di clownterapia nei reparti pediatrici degli ospedali e di notte si dedica al cabaret, studia le battute e poi si propone come comico all’interno dei locali.
La vita di Arthur Fleck non è facile: rientra in un programma di salute mentale ed è assistito dai servizi sociali, poiché soffre di una profonda depressione e di una condizione neurologica che lo porta ad essere preda di attacchi di riso spastico. Nei momenti emotivamente più rilevanti, comincia a ridere e non riesce a fermarsi. Questo, insieme alla sua condizione psicologica molto labile, gli rendono difficile condurre una vita normale.

Diventare il Joker: tra disagio mentale e intolleranza sociale

Arthur viene licenziato dal suo lavoro di clown per aver portato una pistola con sé durante una delle sue performance. Questa scelta bizzarra è stata motivata dalla sua esasperazione: l’uomo, infatti, è continuamente vittima di bullismo, prese in giro e violenza fisica e verbale. Nessuno lo sostiene, nessuno gli crede e la società lo ignora. Persino i servizi sociali se ne laveranno le mani, poiché si vedranno tagliati i fondi del programma di salute mentale a cui era affidato.
La sua vita comincia a prendere la svolta che lo porterà ad essere il Joker quando lui, la sera del suo licenziamento, si rende protagonista di un evento che creerà un grande scalpore in città, dando inizio alla sua carriera criminale. Alla formazione del personaggio contribuirà anche una scoperta terribile che farà sulla sua famiglia.

La forte simbologia del riso spastico

Da disadattato ignorato dalla società, Arthur Fleck diventerà il simbolo degli esclusi, degli oppressi, in opposizione alla società dei danarosi rappresentata da Thomas Wayne, plurimilionario, che in questo clima sta proponendo la sua candidatura come sindaco.
Con un’interpretazione impressionante e che tocca le corde dell’animo umano, Joaquin Phoenix ci racconta come nascono il nome e la maschera del Joker,
La sua risata è straziante, il suo corpo parla e la sua storia ci mette in condizione di fare i conti con la nostra. Ed è quando l’identificazione raggiunge livelli che toccano i tasti più intimi che ci si ritrova ad essere dalla parte del “cattivo”.

Sfigatto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: